17.07.2018

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FederUnacoma su Decreto Dignità

La Federazione dei costruttori di macchine per l’agricoltura e la cura del verde esprime preoccupazione per il repentino cambio d’indirizzo in materia di assunzioni e contratti di lavoro. Questo specifico settore della meccanica (11 miliardi di fatturato, 7,5 miliardi di export, 1.800 imprese con 52 mila addetti), dipende in modo consistente dalla stagionalità della domanda e da tutte le variabili di tipo industriale e agricolo che si verificano a livello globale. Ha dunque bisogno di maggiore flessibilità. La strategia occupazionale intrapresa con il Jobs Act (oltre il 70% delle nuove assunzioni nel comparto, in questi anni, è legato a tale dispositivo) rischia un drastico ridimensionamento.
“Il nostro comparto è esposto a tutte le variabili che gravano sull’industria - spiega il Presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti - e a tutte quelle che investono l’agricoltura, e per questo subisce più di altri i contraccolpi delle crisi economiche e delle congiunture negative che possono verificarsi a livello globale o in aree produttive più ristrette”. “La flessibilità - sostiene Malavolti - è lo strumento fondamentale perché la meccanica agricola possa reagire alle sfide dei mercati e mantenersi competitiva”. “Questo comparto della meccanica italiana – conclude Malavolti – sostiene costi ingenti per la ricerca e l’innovazione e per l’adeguamento delle proprie gamme a normative comunitarie in costante trasformazione, e sta investendo cospicue risorse per collocarsi in modo sempre più solido sui mercati esteri. Proprio per questo ha necessità di programmare sul medio periodo le proprie strategie occupazionali, cosa impossibile se a livello di Governo si verificano radicali cambi d’indirizzo”.