20.11.2018

News

Nota Confindustria sulle sanzioni USA per l'Iran

La Confederazione ha divulgato una nota di aggiornamento sulle sanzioni USA nei confronti dell’Iran  in considerazione del fatto che dal  4 novembre si è attivata la  seconda finestra temporale (cosiddetto wind-down) per il ripristino completo delle sanzioni da parte dell’Amministrazione americana.
 
In particolare, viene fatto presente che:
 
-          l’Italia, rientra tra gli otto Paesi (i restanti sette sono: Cina, India, Corea del Sud, Turchia, Taiwan, Giappone e Grecia) che potranno continuare per altri 180 giorni ad importare limitate quantità di petrolio dall’Iran;
-          tra le misure scattate a partire dal 5 novembre e che hanno carattere extraterritoriale vi sono:
-          le transazioni di istituzioni finanziarie straniere con la Banca centrale dell’Iran e le istituzioni finanziarie iraniane designate ai sensi della Sezione 1245 del National Defense Authorization Act for Fiscal Year 2012 (NDAA);
-          la fornitura di servizi di messaggistica finanziaria specializzata (SWIFT) alla Banca centrale iraniana ed alle istituzioni finanziarie iraniane riportate al par. 104(c)(2)(E)(ii) del Comprehensive Iran Sanctions and Divestment Act 2010 (CISADA);
-          la fornitura di servizi di sottoscrizione, assicurazione o riassicurazione.
 
Per quanto riguarda l’elenco di entità e soggetti che ammonta a circa 700 unità, con i quali sono proibite le relazioni finanziarie, economiche e commerciali, questo è consultabile sul   sito del Dipartimento del Tesoro USA
 
Al momento l’Europa non ha attivato alcuna misura concreta per consentire alle imprese europee di mantenere aperte le transazioni commerciali e finanziarie con l’Iran nei settori “permessi”. Si starebbe discutendo il cosiddetto SPV (Special Purpose Vehicle), equivalente ad un baratto, ovvero una “compensazione” che consentirebbe di utilizzare il prezzo corrisposto per gli acquisti di petrolio per pagare le esportazioni verso l’Iran ritenute “legali” ai sensi di entrambe le legislazioni UE e USA, rendendo possibili le transazioni finanziarie per i canali commerciali consentiti. In tal caso, gli unici Paesi europei che godrebbero di tale misura sarebbero l’Italia e la Grecia e per un tempo limitato di 180 gg.