Aggiornamento Confindustria su emergenza sanitaria e attività confederali

08.03.2020

Rapporto Confindustria

Domenica 8 marzo 2020

I temi del giorno

Chiuse Lombardia a 11 province: nuove restrizioni in tutta Italia (Messaggero e tutti). Nella nuova “zona rossa” - in Lombardia e 11 province tra Piemonte, Emilia, Veneto e Marche – ingressi e uscite solo per motivi gravi (Stampa). Il governo verso la stretta: “Cambiare lo stile di vita” (Repubblica). Per pub, discoteche e feste sarà stop in tutta Italia (Corriere). Ma il premier è stretto tra l'emergenza e l'effetto Pil: dubbi e tensioni con i governatori (Messaggero). Fontana e Bonaccini chiedono chiarezza: così è un pasticcio (Repubblica e tutti). E Libero attacca: “Misure incomprensibili”. 

Il contagio avanza: 5 mila malati e terapie intensive al limite (Sole). Sanità al collasso a Milano: contagi sempre in aumento, reparti in tilt e malati trasferiti (Stampa). I rianimatori lombardi lanciano l'allarme: “Non ce la facciamo più, a rischio tutti i pazienti” ( Repubblica). Ipotesi choc nelle terapie intensive: scelta in base all'età (Messaggero e tutti). E la presidente della Siaarti, Flavia Petrini, a Repubblica dice: “Servono regole precise per scegliere chi salvare. Si privilegino gli ammalati con più aspettativa di vita”. Ma c'è un'Italia che se ne frega: Fatto parla di “coglionevirus che dilaga” tra concerti e inaugurazione di centri commerciali. E il consulente del governo per l'emergenza, Walter Ricciardi, al Corriere avverte: “Al Centro e al Sud manca la percezione del pericolo. Evitare i posti affollati anche lì”. 
Anche il segretario del Pd Zingaretti contagiato: è in isolamento a casa. “No al panico – dice –, si va avanti” (Messaggero). Ora dem e governo a rischio virus (Fatto). Sempre più concreta l'ipotesi della chiusura del Nazareno (Messaggero). Il virus spaventa il Palazzo – scrive Repubblica -. Dal governo alla Regione Lazio, scattano i controlli. Tamponi per due ministri: controlli su Gualtieri e De Micheli, ma a Palazzo Chigi si teme l'effetto cascata (Messaggero). 
Dall'Ue sì lampo al deficit: via libera alle nuove spese (Messaggero e altri). La Commissione europea, in una letta all'Italia, assicura: “Le uscite una tantum già esclude dai conteggi”. Resta possibile l'applicazione della clausola per “eventi eccezionali”. Via libera alle spese anti-virus: deficit al 2,5% nel 2020 (Stampa). Nonostante i margini che l Ue si prepara a concedere, nella relazione sul deficit aggiuntivo che le Camere voteranno mercoledì, il governo ribadisce che il Def di aprile manterrà l'obiettivo di riportare il disavanzo all'1,8% l'anno prossimo, per arrivare all'1,4% nel 2022 – segnala il Sole -. Ma ciò determina un'ipoteca da almeno 35 mld sui conti del prossimo anno per rispettare gli obiettivi, al netto del rischio recessione dovuto al propagarsi del virus. Margini ampi sul patto europeo per l'Italia, ma le incognite per la finanza pubblica italiana si concentrano ora sulla possibile reazione dei mercati (Sole). Una rete di interventi euro pea potrebbe offrire uno scenario meno incerto di quello che sarebbe prodotto dall'idea di un'Italia che corre da sola verso un maxi-deficit alimentato da un programma individuale di spese straordinarie. 

Il consigliere economico del governo tedesci, Achim Truger, al Sole, lancia la proposta di un piano che vada oltre l'emergenza coronavirus: “Eurobond e non solo per salvare la moneta unica. Serve un cambiamento radicale delal politica economica per andare nella direzione di una maggiore convergenza economica e più crescita. L'intera architettura dell'euro è fragile. Servono bond europei che siano safe asset anche quando i sinfoli Paesi sono colpiti da una crisi; più spazio di manovra per la politica fiscale; una politica industriale europea per rafforzare la convergenza e prevenire gli enormi squilibri”. 
Il Giornale fa la conta dei danni: se il virus continua, in fumo 8 mld di Pil. E 30 mila imprese rischiano di chiudere. La Stampa si concentra sull'economia lombarda: soffre ma non crolla, perchè l'80% del Pil è generato dai servizi. Le restrizioni pesano, ma gli impenditori spiegano: “L'impatto di un virus fuori controllo sarebbe sicuramente peggio”. E il presidente di Confindustria Lombardia dice: “Il problema non si rivolve chiudendo fabbriche e negozi”. Il presidente dell'Abi Patuelli a Liber: “Salviamo le imprese, moratoria sui debiti di tutte le aziende per un anno, ma bisogna premere su Bruxelle perchè non ci disturbi”. 

Profughi, Ergodan ora blocca i migranti in mare (Corriere p.16). Mentre resta il braccio di ferro al confine di terra tra Grecia e Turchia, il presidente turco ordina lo stop alle partenze via mare in vista del vertice di Bruxelles. La situazione, intanto, è migliorata dopo l'accordo per il cessate il fuoco nella regione siriana di Idlib tra Erdogan e Putin. Intanto Repubblica (p.16) segnala la mobilitazione dei neo-nazi europei per repingere i profughi: estremisti di destra di tutta Europa partiti per il confine greco per impedire l'ingresso dei profughi.
 
Editoriali & Commenti 

“Correggere i vecchi vizi e far tornare le imprese”: sul Messaggero, l'editoriale di Prodi segnala la mutazione delle difficoltà economiche legate al virus, che stanno portando ripercussioni non solo all'offerta, ma anche alla domanda. Sono diventati improvvisamente urgenti interventi immediati,interventi che gli economisti chiamano “di breve termine”. In primo luogo dedicati al rafforzamento delle strutture sanitarie, ma subito accompagnati da un aiuto alle imprese e alle famiglie colpite. Oggi però non si deve discutere sul possibile totale delle somme necessarie. Bisogna solo operare per un immediato impiego delle risorse disponibili: le imprese e le famiglie che improvvisamente crollano non possono avere il fallimento o la disperazione come sola alternativa. Il tutto in un paese in cui la crescita zero appare oggi una prospettiva ottimista.
 Molinari sulla Stampa chiede di guardare “oltre l'emergenza”: oltre al tema sanitario, bisogna far e i conti con i pesanti danni causati dal virus al ceto medio, già afflitto falla piaga delle diseguaglianze. Settori come le manifatture, il turismo e i trasporti avranno bisogno di un “New Deal” basato su un patto sociale fra governi e privati al fine di risollevare la crescita da un abisso paragonabile a quelli dovuti a grandi conflitti armati. Ed anche qui il “New Deal” potrà avere successo se pensato, realizzato e declinato per andare incontro ai bisogni delle nuove generazioni, guardando avanti e non indietro. Ma c’è anche una terza necessità, che è il bisogno per ognuno di noi di ripensare comportamenti e abitudini al fine di adattarsi alle nuove minacce - incluse le pandemie - facendo prevalere l’importanza del valore della vita. 

Confindustria e dintorni 

Rinnovo del vertice di Confindustria, Pasini si ritira: corsa a sue tra Bonomi e Mattioli (Corriere, Sole, Repubblica, Stampa, Verità e tutti). L'associazione degli industriali sta facendo di tutto perchè l'emergenza coronavirus non ritardi il voto: il 25 marzo il consiglio federali dovrebbe riunirsi nell'auditorium. Certo è – scrive il Corriere – che il nuovo presidente sarà un piccolo imprenditore del Nord Ovest: Mattioli guida l'impresa di famiglia da 70 mln di fatturato, mentre Bonomi opera nel biomedicale con una realtà da 15 mln di euro di giro d'affari. Bonomi resta l'uomo da battere, accreditato di 95 voti, mentre la Mattioli per ora è stimata intorno a 65, ma molti giochi sono ancora da fare. Ma sull'esito del voto – segnala il Corriere - peserà l'orientamento di Pasini. Per il Giornale, secondo indiscrezioni sarebbe probabile un appoggio di Pasini a Bonomia, ma nessuna conferma è arrivata, anzi l'imprenditore bresciano ha detto: “Sono arrivato alla conclusione che sia utile rafforzare la nostra Associazione, dando io per primo un segnale di compattezza e unit, che il nostro Paese si aspetta a tutti i livelli. Auspico che questo rinnovo della presidenza possa portare a un'unica candidatura, ricompone ndo quelle divisioni che han no segnato negativamente gli ultimi due rinnovi”. Repubblica segnala come la candidatura di Pasini, nata in contrapposizione al modello di mix tra rinnovamento e rottura di Bonomi, sia finito in un vicolo cieco anche per la scarsa capacità oratoria dello stesso Pasini e per il suo poco fiuto politico. Ora, quello che è certo – scrive Repubblica -, è che il prossimo presidente dovrà gestire una stagione di crisi economica profonda. 

Intesa, Tim e Pirelli in prima fila tra le società italiane negli aiuti economici e sanitari contro l'emergenza Coronavirus (Verità). In particolare si distingue la prima banca italiana, il cui ad ha annunciato che verranno elargiti 100 mln per rafforzare le strutture di terapia intensiva nel Paese (Messaggero), guadagnando il plauso del mondo imprenditoriale e politico, in particolare del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia (Sole, Repubblica). 

Cose da sapere 
Fatto segnala: dal turismo all'assistenza, se a casa ci finiscono le donne. I settori che avranno più ricadute per l'emergenza sanitaria sono quelli in cui è maggiore l'occupazione femminile. Repubblica intervista la ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti: “Nel decreto emergenziale ci sono congedi parentali speciali che prevedono un allungamento del periodo di assenza dal lavoro, se questo verrà suddiviso tra madri e padri, così da evitare che la cura dei figli rimasti a casa per la chiusura delle scuole si scarichi solo sulle donne. Poi ci sarà un aiuto economico per pagare le baby sitter. Il divario tra uomini e donne non è solo culturalmente inaccettabile, ma è svantaggioso sotto il profilo economico. Entro l'anno il Paese si doterà di un piano strategico sulla parità di genere per riequilibrare il gender gap e superare la disparità salariale”. 

Usa, ritardi e bugie di Trump: così gli americani si scoprono impreparati (Corriere). Il presidente continua a minimizzare, ma l'epidemia si diffonde e il sistema sanitario mostra i limiti. A New York è stato di emergenza con 76 casi di contagio in 2 giorni.  In Cina, intanto, si consuma il dramma dei contagiati: crolla l'hotel della quarantena (Messaggero, Corriere e tutti). Cede a Quanzhou la struttura di sei piani che veniva utilizzata per ricoverare i pazienti. Estratte dalla macerie 38 persone, nell'albergo erano in 70. 


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