Eventi fieristici: l’evoluzione qualitativa dei visitatori

14.10.2020
L’esperienza delle fiere autunnali consegna alcuni dati significativi sulla composizione del pubblico, sul funzionamento dei sistemi di prevenzione sanitaria e sulle criticità legate ai trasporti. EIMA International analizza i trend, puntando soprattutto sulla platea degli operatori professionali e sulla percezione di sicurezza da parte del pubblico. Un’indagine GRS evidenzia come oltre il 70% di coloro che partecipano alle fiere le consideri molto rassicuranti e confortevoli, mentre la percezione di sicurezza scende al 55% nei centri commerciali, al 48% nei ristoranti, al 36% nei mezzi pubblici e appena al 17% nei parchi giochi per bambini.

L’emergenza sanitaria non impedisce il normale svolgimento degli eventi fieristici, ma produce un cambio di mentalità nella platea dei visitatori e degli operatori economici. Gli uffici organizzativi di EIMA International - la grande rassegna della meccanica agricola che si tiene dal 3 al 7 febbraio 2021 presso il quartiere fieristico di Bologna - stanno raccogliendo in modo sistematico i report realizzati dai vari enti organizzatori, integrandoli con i dati prodotti da organismi di rappresentanza come il Comitato Fiere Industria di Confindustria e da società di ricerca specializzate come GRS, proprio per monitorare i fenomeni fieristici in questa particolare congiuntura.

La partecipazione di espositori - questo emerge dai dati raccolti - risulta ridotta rispetto ai livelli ordinari per tutte le manifestazioni che si sono svolte in queste settimane, anche se alcune di esse hanno mantenuto un numero di aziende partecipanti molto elevato (vedi il caso del Salone nautico di Genova o della rassegna Mercante in Fiera di Parma). La presenza di pubblico varia da evento ad evento: in taluni casi i visitatori sono risultati in numero consistente, in altri casi invece la partecipazione ha maggiormente risentito delle restrizioni legate alla situazione sanitaria. Ma l’elemento che gli organizzatori registrano in modo unanime è la connotazione professionale del pubblico partecipante.

I disagi determinati dall’emergenza pesano infatti in modo maggiore sul pubblico generico, mentre condizionano molto meno la platea degli operatori economici e dei professionisti, che hanno necessità di stabilire un contatto diretto con le aziende produttrici e di mantenere una rete di relazioni con i player del proprio settore. Seppure in numeri certamente ridotti, l’operatore economico che ha partecipato agli eventi fieristici in calendario è un “decisore” che si sposta per fare affari e sceglie le rassegne essenziali per il proprio business.

La composizione del pubblico degli operatori esteri risente della “geografia della crisi”, essendoci aree dalle quali è più facile organizzare le trasferte ed aree invece (vedi alcuni Paesi del Sudamerica come Brasile e Colombia, alcuni Paesi del Golfo come Kuwait e Oman, e alcuni dell’area balcanica come il Kosovo) nelle quali le restrizioni sono più vincolanti.

La gestione delle procedure e dei presidi sanitari – questo un altro dato che emerge in modo chiaro – non evidenzia aspetti critici, giacché gli obblighi relativi alla misurazione della temperatura, alla sanificazione degli ambienti, all’uso delle mascherine, al distanziamento sociale e alla prenotazione degli slot per le consumazioni vengono assolti in modo ordinato e fluido. Le visite agli stand risultano più mirate e l’agenda degli appuntamenti è gestita per lo più di concerto con gli espositori, in modo da non dare luogo ad affollamenti.

Tra i monitoraggi realizzati da GRS, particolarmente interessante risulta quello relativo alla percezione di sicurezza in fiera da parte del pubblico: "I dati raccolti in questi mesi - si legge in un report della GRS - evidenziano come la presenza in fiera sia considerata dal pubblico come l’esperienza più rassicurante e confortevole, con un’alta percezione di affidabilità da parte di oltre il 70% degli intervistati, rispetto ad una percentuale del 55% riscontrata presso i frequentatori dei centri commerciali, una del 48% presso la clientela dei ristoranti, una del 36% presso gli utenti dei mezzi di trasporto pubblici, ed una percentuale di appena il 17% rilevata tra i frequentatori dei parchi giochi per bambini".

Per quanto riguarda specificamente l’EIMA, gli uffici organizzativi registrano un livello di partecipazione delle industrie espositrici più elevato di quanto l’emergenza pandemica potesse far prevedere - sono ad oggi circa 1.600 le aziende che hanno confermato la partecipazione all’EIMA del febbraio prossimo; mentre si prevede ad oggi una buona partecipazione anche degli operatori economici (una recente indagine condotta dell’associazione dei rivenditori Unacma sull’intera base dei rivenditori rivela, ad esempio, come oltre l’85% degli stessi intenda essere puntualmente presente all’Esposizione di Bologna).

Ai fini della razionalizzazione delle presenze in fiera l’EIMA potrà avvantaggiarsi della Digital Preview, che si svolge in realtà virtuale dall’11 al 15 novembre, e che consente proprio una selezione dei contatti più interessanti per le aziende, ed una pianificazione degli appuntamenti il più possibile ottimizzata. Il gap rappresentato dalla difficoltà dei trasferimenti da alcuni Paesi verrà ridotto il più possibile mediante l’istituzione dei “corridoi verdi” promossi dal Ministro degli Affari Esteri e ai quali la Federazione sta collaborando con particolare impegno.


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