29.03.2019

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Mercato italiano meccanizzazione agricola

Il presidente FederUnacoma, Alessandro Malavolti, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione di Agrilevante 2019 tenutasi il 29 marzo a Bastia Umbra (PG), nell’ambito di Agriumbria, è tornato a parlare dell’andamento e delle prospettive   del comparto rappresentato.
Il mercato italiano delle macchine agricole ha registrato, nel 2018, un calo delle immatricolazioni rispetto all’anno precedente. In  più occasioni è stato ricordato come questo calo sia il riflesso, sul piano statistico, del forte incremento delle registrazioni avutosi nel 2017, dovuto alle politiche di vendita e alle immatricolazioni anticipate praticate dalle case costruttrici prima dell’entrata in vigore, nel gennaio 2018, dei nuovi criteri di omologazione (MotherRegulation). L’andamento del mercato può essere valutato in modo più realistico confrontando i dati del 2018 non già con quelli dell’anno precedente ma con quelli del 2016, non condizionati dalle immatricolazioni forzate.
Le immatricolazioni di trattrici a fine 2018 risultano infatti pari a 18.442 , in calo del 18,8% rispetto al 2017 ma in linea con il dato del 2016, quando questa tipologia di macchina aveva registrato 18.341 unità, ed in linea anche con l’anno 2015, accreditato di 18.428 unità. Più accentuato il passivo per le trattrici con pianale di carico (motoagricole), che a fine 2018 hanno segnato un calo del 34,6% passando da 965 unità nel 2017 a 631, un numero inferiore anche rispetto a quello del 2016 (774 unità). Cali più ridotti si sono invece registrati per le mietitrebbiatrici (326 unità, pari ad un calo del 6,9% rispetto all’anno precedente), e per i rimorchi (9.149 unità, con un passivo del 2,4% rispetto all’anno precedente).
In sostanza, al di là dei picchi statistici, il mercato mostra in questi anni un livellamento dei volumi di vendita, che restano lontani da quelli raggiunti prima del 2008, ma che comunque dimostrano l’esistenza di una domanda di meccanizzazione, che potrebbe essere ulteriormente stimolata con politiche specifiche. I dati relativi ai primi due mesi del nuovo anno indicano un netto calo delle immatricolazioni rispetto ai primi due mesi del 2018, ma il raffronto non può essere considerato indicativo proprio per via del picco anomalo che ha caratterizzato i mesi a cavallo tra la fine del 2017 e i primi del 2018.
Nel corso dell’anno le registrazioni si andranno a stabilizzare e, proprio  valutando i volumi medi di vendita degli ultimi anni, e prevedendo un leggero miglioramento dei redditi agricoli, è possibile ipotizzare afine 2019 un numero di trattrici vendute intorno alle 19 mila unità, quindi in lieve incremento rispetto al 2018.
In questo quadro si inserisce la dinamica del mercato in Umbria, Regione che nel 2018 ha registrato un totale di 412 trattrici nuove immatricolate, in calo del 19,5% rispetto al picco del 2017, ma sostanzialmente in linea con i volumi riscontrati negli anni 2016 (429) e 2015 (433). Il dato sulle immatricolazioni non riflette in modo fedele la dimensione della domanda, giacché ogni anno si riscontranella Regione una quota consistente di acquisti di trattrici usate. Nel 2018, a fronte delle 412 trattrici nuove immatricolate, si contano 1.065 compravendite di trattrici usate (delle quali 893 in provincia di Perugia e 172 in provincia di Terni).
Una quota così elevata di macchinario usato evidenzia la necessità di acquisire mezzi meccanici da parte delle imprese agricole, ma nello stesso tempo la difficoltà a sostenere i costi dei mezzi nuovi. Un motivo in più per spingere l’utilizzo dei PSR e delle altre forme di incentivazione, che finanziando mezzi di nuova generazione contribuiscono ad un reale aggiornamento del parco macchine (che nella Regione conta oltre 65 mila unità, ma in larga parte con una età superiore ai vent’anni).
L’efficace utilizzo dei fondi per la meccanizzazione non potrebbe che premiare una Regione che presenta una reale vocazione all’innovazione in campo agricolo ed agro-industriale.In primo luogo perché è orientata verso produzioni di qualità e quindi a filiere nelle quali la meccanizzazione deve essere completa e bene integrata; in secondo luogo perché le imprese agricole della Regione stanno guardando con interesse crescente alle tecnologie di precisione e ai sistemi di coltivazione 4.0, sistemi prima considerati poco applicabili nella realtà agricola umbra, caratterizzata da una orografia complessa e da limitate superfici aziendali, ed oggi invece sempre più richiesti proprio perché efficacemente applicabili ad ogni contesto, persino quelli delle produzioni di nicchia.