Agrilevante, un hub per l’agricoltura della Serbia

20.05.2025
Presentata nel contesto della Fiera dell’Agricoltura di Novi Sad l’ottava edizione di Agrilevante, la kermesse internazionale per le tecnologie agricole della Serbia e dell’area Mediterranea. I contenuti della rassegna illustrati dal vicedirettore di FederUnacoma Fabio Ricci in occasione di un seminario sul tema “Cooperative e Condivisione di Tecnologie Avanzate in Agricoltura”.

“L’Italia si propone come partner strategico offrendo un modello che coniuga innovazione, efficienza e sostenibilità, favorendo un approccio integrato alla produzione agricola. Al centro di questa visione vi è lo sviluppo di collaborazioni di filiera, capaci di distribuire in modo più equo il valore creato lungo tutta la catena agroindustriale”. Queste le parole con cui il direttore dell’Ufficio ICE di Belgrado, Antonio Ventresca, ha aperto i lavori del seminario dal titolo “Cooperative e Condivisione di Tecnologie Avanzate in Agricoltura” che si è tenuto questa mattina nell’ambito della Fiera dell’Agricoltura di Novi Sad. Nel corso del suo intervento, il direttore Ventresca ha sottolineato alcune delle principali sfide che l’agricoltura serba si trova oggi ad affrontare, a partire dal ricambio generazionale, che richiede un’evoluzione nel modo di organizzare gli spazi produttivi, gli impianti e le risorse umane. Oltre al direttore Ventresca, l’evento ha visto la partecipazione di Luciano Catani, addetto scientifico dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado; Claudio Mazzotti, direttore generale della Cooperativa Agricola Braccianti di Campiano; Giordano Gori, responsabile vendita presso il Consorzio Agrario di Ravenna; Jelena Bizonj, presidente dell'Associazione delle Cooperativa di Vojvodina; Ettore Fontana, presidente di Agriserbia, società che fa capo alla Ferrero Hazelnut Company, e di Fabio Ricci, vicedirettore di FederUnacoma.
Per vincere le sfide menzionate dal direttore dell’ufficio ICE è necessario puntare sulle tecnologie agricole di ultima generazione, che possono contribuire in maniera determinante al ricambio generazionale, all’incremento delle rese produttive, alla razionalizzazione dei processi colturali. Luciano Catani, ribadendo quanto detto dall’ambasciatore italiano a Belgrado Luca Gori in occasione della presentazione della fiera di Novi Sad, ha sottolineato ancora una volta la dinamicità delle relazioni economiche tra Italia e Serbia con particolare riferimento al settore agroalimentare. Un comparto che, è stato osservato, punta sull’eccellenza delle attrezzature Made in Italy per promuovere l’agri-tech e l’agricoltura sostenibile.
In questa prospettiva le cooperative agricole, in virtù della loro specifica forma organizzativa, svolgono un ruolo chiave nel promuovere l’innovazione tecnologica del settore primario specie per quanto concerne le PMI agricole. Le testimonianze di Claudio Mazzotti e di Giordano Gori hanno sottolineato gli aspetti più significativi di tale contributo e si sono soffermati sulle specificità organizzative delle cooperative, di cui hanno illustrato i vantaggi sotto il profilo tecnico-operativo. Un altro case study è quello presentato da Ettore Fontana che, parlando della sua esperienza personale in Agriserbia, ha enfatizzato l’importanza delle aggregazioni dei produttori agricoli. Queste – ha spiegato Fontana – svolgono un ruolo di primo piano nell’assicurare qualità ed efficienza alle filiere di approvvigionamento della nocciola per l’industria dolciaria. Le cooperative agricole rappresentano dunque un punto di riferimento anche per il settore primario della Serbia, con riferimento non solo all’ottimizzazione dei processi produttivi ma, come ha chiarito Jelena Bizonj, all’impiego su vasta scala di mezzi meccanici di ultima generazione.
Le cooperative agricole del Paese balcanico hanno dunque contribuito alla robusta   crescita delle vendite di macchinari agricoli che ha caratterizzato i sette anni compresi tra il 2016 e il 2022. “Nel periodo considerato il valore delle importazioni di macchine agricole è più che raddoppiato, passando da 86 a 266 milioni di euro. Il dato relativo alle forniture estere può essere considerato rappresentativo dell’intero mercato nazionale, poiché – ha affermato il vicedirettore di FederUnacoma – la quasi totalità dalla domanda di tecnologie per l’agricoltura viene soddisfatta attraverso lo strumento delle importazioni”. Il trend incrementale si è interrotto nel 2023 e nel 2024, tuttavia - secondo le previsioni della società di ricerche Exportplanning - dovrebbe trattarsi di un fenomeno transitorio. Dall’anno in corso le vendite di mezzi meccanici dovrebbero tornare a crescere sino a tutto il 2028 ad un ritmo superiore in media al 4% annuo. Una quota significativa della domanda interna viene soddisfatta dalle aziende italiane che, con un valore delle esportazioni pari a 27,7 milioni di euro, nel 2024 si sono confermate al secondo posto tra i fornitori esteri della Serbia, dietro alla Germania (52,3 milioni). Trattori (8,7 milioni), macchine per la raccolta (3,7 milioni), mezzi per la semina, il trapianto e la concimazione (3 milioni) e sistemi per gli allevamenti, le tecnologie agricole made in Italy maggiormente esportate nel Paese balcanico lo scorso anno. “L’Italia e la Serbia hanno dunque una lunga e solida tradizione di relazioni commerciali anche nel comparto agromeccanico. In questo scenario - ha sottolineato Fabio Ricci - la prossima edizione di Agrilevante, la grande rassegna della meccanica agricola per l’agricoltura del Mediterraneo, rappresenta un’importante occasione per rafforzare ulteriormente   la cooperazione tecnica fra i due Paesi”. L’edizione 2025 della kermesse, in programma a Bari dal 9 al 12 ottobre prossimo, si propone infatti come una grande piattaforma per la conoscenza della vasta gamma di soluzioni specifiche per l’agricoltura serba, come un luogo ideale per approfondire le esigenze e le priorità delle economie agricole del Mediterraneo anche in termini di formazione, come un “forum” di confronto sui temi di comune interesse e sulle opportunità di cooperazione. La manifestazione barese, che nel 2023 ha visto la partecipazione di 350 industrie espositrici da 20 Paesi e registrato la presenza di 95 mila visitatori (dei quali 4 mila esteri provenienti da 27 Paesi), si conferma dunque come evento di caratura internazionale. Oltre ai buyer, agli operatori e ai tecnici provenienti dall’area mediterranea, dalle regioni balcaniche e mediorientali, sono attesi a Bari ben 120 delegati esteri in rappresentanza di 38 Paesi, tra cui figura anche la Serbia. Nei quattro giorni della kermesse i delegati esteri, il cui incoming è realizzato dall’Agenzia ICE in collaborazione con FederUnacoma, saranno impegnati in incontri business to business con le industrie espositrici che permetteranno ai costruttori e agli operatori del Paese balcanico di trovare le soluzioni tecnologiche più adatte ai fabbisogni tecnologici dell’economia agricola serba.


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