Vinitaly, robotica e IA per le coltivazioni di alta gamma
Le nuove tecnologie per la gestione del vigneto e delle produzioni di alta gamma al centro del Think Tank FederUnacoma che si è svolto nel contesto della 58ma edizione del Vinitaly. Sostenibilità, accessibilità, qualità le sfide che l’agricoltura specializzata deve affrontare nei prossimi anni. La digitalizzazione delle coltivazioni uno strumento per abbassare i costi di produzione e ottimizzare l’impiego dei fattori produttivi. Necessario un impegno di sistema per favorire l’innovazione del settore.
La diffusione di nuovi stili di consumo più attenti alla qualità e alla salubrità dei prodotti sta modificando la domanda globale di derrate alimentari, che premia sempre di più le produzioni ad alto valore aggiunto del settore ortofrutticolo e vitivinicolo. E’ un fenomeno trasversale che interessa non soltanto i Paesi con una forte tradizione industriale ma anche quelli emergenti dove si va rafforzando il ruolo della classe media. Nel medio e lungo periodo l’economia agricola globale è dunque chiamata a valorizzare le produzioni di alta gamma e a garantire al contempo la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari in un contesto caratterizzato da una forte crescita demografica. Per vincere tale sfida il comparto deve potenziare la propria capacità produttiva sia attraverso la messa a coltura di nuovi terreni – spesso collocati in aree marginali – e il recupero di quelli degradati, sia attraverso il ricorso a sistemi di coltivazione innovativi che permettano di incrementare le rese, migliorare la sostenibilità, innalzare i livelli di salubrità delle colture. Questi i temi affrontati dai relatori del Think Tank intitolato “I nuovi trend del consumo alimentare. Tecnologie avanzate per produzioni agricole di alta qualità”, che si è svolto ieri a Verona nel contesto della 58ma edizione del Vinitaly. Organizzato da FederUnacoma, l’associazione che in seno a Confindustria rappresenta i costruttori di macchine agricole, l’incontro è stato moderato dal conduttore-autore RAI Nicola Prudente (Tinto), e ha visto gli interventi di Andrea Segré, professore di Economia circolare e politiche per lo sviluppo sostenibile presso l’Università di Bologna; Marco Vieri professore di Meccanica agraria presso il Dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali dell’Università di Firenze; Matteo Matteucci, professore presso il Dipartimento di Elettronica Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano.
In apertura dei lavori la presidente di FederUnacoma Mariateresa Maschio ha ricordato il contributo dei mezzi meccanici all’incremento delle rese e all’ottimizzazione degli standard produttivi, anche nel segmento dei prodotti di alta gamma. “La meccanizzazione, che nei primi decenni del Novecento ha interessato in special modo la coltivazione dei cereali e dei foraggi, a partire dagli anni Settanta è entrata a pieno titolo anche nelle colture specializzate, con macchine flessibili e attente a garantire la qualità. Le soluzioni proposte dai costruttori italiani – ha sottolineato la presidente di FederUnacoma – sono concepite per contenere l’impiego degli input chimici, migliorare la salubrità dei prodotti e per accorciare la filiera, riducendo i costi delle lavorazioni”. Del resto, quello dei costi di produzione è uno dei temi più critici per il settore delle colture specializzate - è stato spiegato nel corso del Think Tank - se è vero che esso incide direttamente sui prezzi al consumo e quindi sui comportamenti d’acquisto. Come sottolinea peraltro la Banca mondiale, secondo cui una dieta sana costa in media il 70% in più di una convenzionale. “Oggi c’è una grande attenzione rispetto alla qualità del cibo, eppure il mercato appare polarizzato tra quei consumatori che hanno la possibilità di accedere a prodotti sani, sostenibili e legati al territorio, e quei consumatori che - ha affermato Andrea Segré - sono costretti a rinunciare alla qualità per ragioni economiche”. Una risposta a questa emergenza arriva proprio dalla meccanica agricola, in special modo dai macchinari di nuova generazione - vedi l’automazione e l’intelligenza artificiale - che permettono di ridurre gli input e di abbattere i costi (sino al 30% in meno, secondo la società di ricerche McKinsey & Company). Lo sviluppo dei mezzi meccanici, tuttavia, deve essere compatibile con lo sviluppo delle tecniche di coltivazione e, soprattutto nel caso di un sistema complesso come quello del vigneto, deve adattarsi alla differente geometria dei filari. “In questa prospettiva diventa essenziale progettare la struttura del vigneto in modo tale da ottenere configurazioni ottimali per sfruttare al meglio le prestazioni dei mezzi meccanici. Con le tecnologie di georeferenziazione e vettorializzazione è possibile realizzare modelli digitali del vigneto, che permettono non soltanto di pianificare al meglio l’impiego dei macchinari, ma - ha sottolineato Marco Vieri - di implementare l’intera gestione della coltura, prevedendo ad esempio eventuali fenomeni di erosione”. L’intelligenza artificiale e i sistemi di supporto alle decisioni, insieme alle più innovative tecnologie di monitoraggio, consentono di gestire il vigneto in modo sempre più efficiente e scientifico – ha evidenziato ancora Vieri nella sua relazione – prevenendo, ad esempio, l’insorgenza di malattie o intervenendo tempestivamente per contrastare parassiti e infestanti. Di intelligenza artificiale, digitalizzazione e robotica ha parlato Matteo Matteucci, che ha evidenziato come le tecnologie di nuova generazione, specie nel comparto agricolo, siano concepite non per sostituire la manodopera ma per renderla ancora più efficiente. I sistemi ad elevata automazione permettono infatti di ottimizzare l’impiego dei fattori della produzione, riducendone il costo e rendendo nuovamente sostenibili lavorazioni delocalizzate a causa della bassa redditività. La digitalizzazione, dunque, non è in competizione ma è complementare rispetto al lavoro umano. “L’IA e la robotica applicate all’agricoltura - ha affermato Matteucci - suppliscono a una carenza di manodopera che in questo comparto risulta essere particolarmente pronunciata, a causa dell’invecchiamento della popolazione rurale, del mancato ricambio generazionale e dello spostamento della forza lavoro verso altri settori economici”. L’innovazione rappresenta dunque un “moltiplicatore di efficienza” ed appare destinata a svolgere un ruolo sempre più strategico nel prossimo futuro. Lo conferma anche un sondaggio condotto nel corso del Think Tank tra i costruttori associati a FederUnacoma che hanno partecipato all’evento. La stragrande maggioranza delle aziende censite - l’84% - ritiene infatti che i sistemi di nuova generazione avranno un’influenza determinante sullo sviluppo del primario e in special modo su quello delle colture specializzate, dove l’impiego delle nuove tecnologie ha registrato nel recente passato una rapida accelerazione (secondo il 93% dei costruttori). In questo scenario è prioritario creare un ecosistema che favorisca non soltanto le attività di ricerca e lo sviluppo di sistemi innovativi ma anche la loro applicazione nelle attività in campo. Serve uno sforzo di sistema – è stato osservato in conclusione di lavori – che coinvolga la governance, il mondo della formazione e quello delle aziende del settore, puntando in special modo sull’aggiornamento e sulla valorizzazione del capitale umano.
Gli ultimi Comunicati stampa di FederUnacoma
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